Autore: Enrico Ferrara
Gli asset immobiliari rappresentano da sempre l’oggetto di investimento preferito degli italiani. Tuttavia, con lo scopo di ottimizzare correttamente il proprio patrimonio e pianificare con efficacia la successione, è opportuno riflettere attentamente sulla tipologia di immobili posseduti.
Secondo i dati di AIPB – Associazione Italiana Private Banking il 52% della ricchezza delle famiglie è rappresentato da immobili, prevalentemente costruiti prima del 1990 (86%) e localizzato in aree a rischio idrogeologico e sismico (94%).
In questo contesto fragile, l’istituto della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare può costituire un elemento di riflessione da inserire nell’ambito della pianificazione patrimoniale. Tuttavia, con la Legge di Bilancio 2026 il Legislatore ha innovato la disciplina del regime, ponendo alcuni limiti alla validità dell’atto di rinuncia, con l’unico intento di arginare gli ampi effetti applicativi dei principi espressi dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 23083 dell’11 agosto 2025.
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